Vai al contenuto principale

La Porta della Pescheria del Duomo di Modena: uno stile scultoreo originale

PARTICOLARE
PORTA DELLA PESCHERIA

La porta della pescheria del Duomo di Modena è l’unico ingresso lungo il fianco settentrionale e  deve il suo nome alla presenza, in passato, di un banco del pesce nelle vicinanze. 

Lo schema del portale riprende quello del Portale Maggiore, con leoni stilofori a sorreggere il protiro e gli stipiti con telamoni e tralcio abitato, ma l’apparato scultoreo parla un linguaggio diverso rispetto a quello wiligelmico. Nonostante il portale sia formato da elementi non coerenti tra loro, sia per dimensioni che per forme, si ritiene opera di un solo scultore, il Maestro di Artù. 

PORTA DELLA
PESCHERIA

Sculture con messaggi morali e soggetti profani

Il filo conduttore per stipiti, architrave e archivolto consiste nella trasmissione di messaggi morali tramite soggetti tratti dalla letteratura profana o dalla tradizione orale. Affrontando il tema della fatica umana alla luce dell’interpretazione cristiana della realtà, le rappresentazioni riconducono comunque al divino, esplicito nella croce verdeggiante al centro dell’architrave. 

Lungo gli stipiti esterni si arrampica quindi un tralcio vegetale, sorretto da telamoni che chiedono aiuto per portare il peso a cui sono costretti, abitato da figure appartenenti al repertorio delle favole antiche o delle storie medievali. 

Se non nelle forme, nel programma iconografico l’architrave è coerente con gli stipiti, presentando ai lati della croce quattro scene tratti dalle favole di Fedro, episodi in cui ricorrono i temi della sopraffazione, della frode e della fame.

I LAVORI
DEI MESI

Il calendario di pietra lungo gli stipiti e il cavaliere Artù

Lungo gli stipiti interni della porta della pescheria del Duomo di Modena si snoda il ciclo dei Mesi, un calendario di pietra, in cui ogni mese è rappresentato tramite un’azione compiuta da un contadino, o in alcuni casi da un nobile, tipica di quella stagione. 

Le abbreviazioni dei nomi dei mesi incise entro l’arco che inquadra ogni formella  facilitano l’interpretazione delle figure, a iniziare da gennaio nella formella in basso a destra fino a giugno in alto, per poi riprendere da luglio nella formella in basso a sinistra e terminare con dicembre.

La decorazione del portale si conclude in alto con le scene del ciclo arturiano dell’archivolto. Sei cavalieri armati sono disposti simmetricamente ai due lati dell’arco diretti alla chiave di volta, dove è raffigurato un castello in cui una donna è tenuta prigioniera. 

Sopra alla scena sono incisi i nomi dei personaggi, tra cui quello di Artù, il secondo cavaliere da sinistra, l’unico a volto scoperto. Si tratta di una rappresentazione certamente precoce della leggenda, con la critica che si divide tra una datazione anteriore e una posteriore alla redazione in forma scritta del racconto, avvenuta a metà del XII secolo.

SCENE DEL
CICLO
ARTURIANO

Portale maggiore

Espressione massima di creatività Wiligelmica

La Porta dei Principi

Sopravvissuta al bombardamento del 1944

Porta della Pescheria

Uno stile scultoreo originale

Porta Regia

L’ingresso monumentale su Piazza Grande

… POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
01.

Cattedrale di Modena

02.

Torre civica Ghirlandina

03.

Piazza Grande

Chiudere il menu

Scegli la tua lingua:

  • Italiano
  • English (UK)
  • Français
  • Español
  • Português
  • 简体中文
  • 日本語
  • Deutsch (Sie)

Seguici sui social